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L’estate che è stata

Andrà tutto bene. Sii ottimista. Se delle nuvole scure stanno invadendo la tua strada, se ne andranno. Se ne vanno sempre.
Il mondo è tondo.
Tutto è tondo.
La più grande invenzione di sempre, la ruota, è tonda.
Tutto passa. Niente rimarrà uguale col tempo. Non importa in quanti casini ti sia cacciato, non importa quanti problemi tu abbia, riuscirai a superarli. Andranno via, proprio come quelle nuvole.” (Noel Gallagher)

Ho passato un’estate intera con questo pensiero in testa. Tutto è tondo. Tutto passa. Niente rimarrà uguale col tempo e se qualche cosa sembra andare per il verso sbagliato, tieni duro e aspetta che tutto si sistemi.

Nessun viaggio. Nessun concerto. Nessuna vacanza. Eppure a conti fatti ho avuto l’impressione di aver trascorso l’estate più soddisfacente della mia vita.

Ho lavorato. Mi sono immischiato nei casini che c’erano a casa. Mi ci sono tuffato dentro. Mi sono scivolati addosso e lentamente sono risalito a galla. I problemi erano sotto i miei piedi, io ci galleggiavo sopra.

Sveglia alle 7.30 tutte le mattine. Lavora in mezzo alle persone, ascoltale, offri un servizio. Prova ad accontentare chi troverà sempre un motivo per non accontentarsi. Chi troverà sempre un motivo per andare da un’altra parte. Sii gentile, originale, attivo. Torna a casa distrutto. Torna a casa soddisfatto.

Sono successe tante cose che è come se non fossero successe.

La gente si è buttata acqua gelata in testa mentre altra gente moriva.

La gente ha dichiarato guerra ad altra gente mentre quelli che non c’entravano niente ci sono andati di mezzo.

La gente ha perso la testa. Altra gente è stata quindi decapitata. In televisione. Su YouTube.

La gente ha preso un aereo. L’aereo arriva in Ucraina. L’aereo viene abbattuto. Tutti morti. Nessuno sa il perchè.

Poi è morto pure Robin Williams e tutti sono diventati tristi e tutti sono diventati esperti dei suoi film. Per 2 giorni. Così la Mediaset ci ha guadagnato trasmettendo i suoi film. Ciao Robin.

Poi abbiamo partecipato ai Mondiali di calcio e siamo subito stati eliminati. La colpa è di questo. La colpa è di quello. La colpa è di Mario Balotelli.

Mario Balotelli firma un contratto da 5 milioni l’anno, acquista una villa e mette su Twitter la foto di una che si è appena scopato. Io ho guadagnato 100€ a settimana, vivo in una casa per studenti e se devo mettere la lavatrice devo aspettare le 19 di sera, perchè la corrente costa di meno a quell’ora. E so giocare a pallone pure io.

I Mondiali li hanno vinti i tedeschi che sono ricchi e non vivono la crisi. I tedeschi hanno Angela Merkel che siccome governa in un posto ricco e che non vive la crisi, a ogni riunione europea ci fa fare la figura degli scemi perchè non c’abbiamo una lira.

Renzi parla inglese durante una riunione europea e ci fa fare la figura degli scemi perchè oltre a non avere una lira abbiamo pure eletto un premier ignorante.

E’ stata un’estate comica. In tutti i sensi. Perchè nonostante il niente che mi ritrovo tra le mani e nelle tasche, mi sono arricchito di tante esperienze. Ho visto nuove cose e ho provato nuove paure. Cosa c’è di meglio che avere l’onore di provare nuove paure? La paura ti cade addosso, come la pioggia. Se sei bravo a trovare un riparo allora sei salvo. La paura ti manda in crisi e non esiste carburante migliore della crisi.

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.” (Albert Einstein)

 

 

 

 

 

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